Etna Rosso Pistus 2020 |I Custodi delle vigne dell’Etna| Vino Fivi

In poche parole

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Colore

Regione

Tipologia

Denominazione

Vitigno

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Grado alcolico

Agricoltura

18,50 

3 disponibili

  • Produttore

    Annata

    Formato

    Vignaiolo

    Vinificazione

    Affinamento

    ,

    Terreno

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    Densità Impianto

    Produzione annua

    Fascia di prezzo

  • L’azienda I Custodi delle vigne dell’Etna racchiude già nel suo nome la sua provenienza e la sua mission.

    Siamo sull’Etna dove la vite è stata portata dall’uomo più di due millenni fa. I custodi del nome fanno riferimento alla custodia del territorio, per preservarlo e portarne avanti le tradizioni. È qui che nascono questi vini, con la collaborazione del suolo vulcanico, la sua componente minerale, il freddo della Muntagna e il caldo sole della Sicilia.

    I vigneti di diverse età, sono posti negli impervi terrazzamenti fatti in pietra lavica e vengono coltivati ad opera dei Vigneri, sapienti vignaioli etnei, nel rispetto dell’ambiente e in modo naturale senza prodotti di sintesi. Le pendici dell’Etna offrono alla vite un’abitazione perfetta. Fin da tremila anni fa la vite è stata al centro della vita etnea, e molte abitudini si tramandano da allora come la coltivazione ad alberello e il sesto d’impianto a quinconce che permette di tenere ogni vite a uguale distanza da quelle che la circondanoe che fu introdotto da greci e romani.

    Nell’ottocento l’Etna diventa il centro della vita vinicola della Sicilia, viene costruita anche la ferrovia Circumetnea per trasportare il vino al porto di Riposto da dove partiva per l’Europa e oltre. I vigneti raggiungono fino ai 1000 metri. Lo stop arriva con la fillossera e con l’emigrazione di molti contadini. Per fortuna negli ultimi vent’anni, grazie ad alcuni vignaiolo c’è stata la rinascita del vino dell’Etna che ora viene considerato un terroir molto interessante. Il ruolo del vulcano è determinante, le continue eruzioni non lo lasciano mai uguale a se stesso e questo aspetto si trova anche nei vini. Il terreno è variabile e le viti devono sempre lottare per sopravvivere, non sanno se troveranno terreno fertile o nuda roccia. Il clima è difficile da gestire con inverni rigidi e estati calde che rendono i terreni siccitosi e costringono le viti ad adattarsi dando poco frutto ma ricchissimo e molto equilibrato con una buona acidità.

    La cantina I custodi delle vigne dell’Etna fa parte della FIVI, Federazione Italiana dei Vignaioli Indipendenti e vinifica solo uve di proprietà. Anche i processi di produzione ed imbottigliamento avvengono all’interno della cantina.

  • L’Etna Rosso Pistus de I Custodi delle vigne dell’Etna è un vino rosso composto da Nerello Mascalese per l’80% e da Nerello Cappuccio per il 20% coltivati del vigneto Contrada Moganazzi Cantina nel versante nord dell’Etna. Il nome Pistus significa pestato ed è un chiaro rimando al lavoro dei contadini di un tempo che lo producevano per il loro consumo quotidiano.

    Si tratta di due vitigni autoctoni di origine antichissima prodotti principalmente qui sull’Etna dove hanno trovato il loro habitat perfetto e che nella doc Etna Rosso raggiungono la loro espressione più interessante. La maturazione delle uve di questi due vitigni è piuttosto tardiva nonostante il sole della Sicilia.

    La vendemmia avviene a ottobre a maturazione delle uve. Le uve vengono raccolte a mano, selezionate e poste in cassette basse per essere portate in cantina. La vinificazione, tradizionale in rosso, avviene in acciaio con una macerazione di una settimana. Il vino affina poi 15 mesi in vasche di cemento e almeno altri 3 mesi in bottiglia.

    Color rosso con riflessi rubino, il naso è ricco con profumi di frutta fresca e fiori. In bocca è fruttato e armonico, con un tannino gradevole e una buona acidità.

    Da abbinare con taglieri di salumi, e piatti a base di carne rossa o bianca si sposa bene anche con primi piatti al ragù. Si consiglia di berlo a 16/18° in un calice classico.